Io do al massimo 10 anni di vita alla professione di SEO (ma quando mi accaloro dico 5).
L’ottimizzazione per i motori di ricerca consiste nella strenua lotta per far comparire un sito tra i primi posti in un elenco di link ordinato per importanza in base a criteri complicati e pseudopubblici, praticamente qualcosa di simile alla stregoneria.
Il Seo però è una stregoneria che funziona, infatti i siti nelle mani di persone capaci salgono di reputazione e valore all’interno di un elenco di link ordinato e pertanto è una figura essenziale nella progettazione e nel rinnovamento dei siti web.
Un motore di ricerca considera un sito “meritevole” sulla base di parecchi parametri, i link entranti, i link uscenti, l’indicizzabilità dei testi etc etc etc etc etc (ad libitum), per i più comuni parametri esistono delle linee guida rilasciate dai motori di ricerca stessi, per il resto esiste un sottobosco di trucchetti che il seo conserva più o meno gelosamente e che si coltiva con l’esperienza.
Il trucchetto nascosto in piena vista naturalmente è che il sito sia sul serio di qualità , ovvero ricco di contenuti aggiornati spesso e che interessino davvero gli utenti.
Ed ecco quindi il motivo per cui il SEO è un mestiere solo temporaneo:
finchè i risultati dei motori di ricerca saranno un elenco di link la valigia dei trucchetti (aka l’esperienza) farà la differenza a parità di contenuti, ma nel momento in cui i motori di ricerca daranno dei risultati in base alla semantica della richiesta e delle possibili risposte sarà la qualità dei contenuti a comandare senza opposizione.
In quel momento la figura professionale più richiesta per “migliorare il ritorno del mio investimento su internet” sarà un semplice, banale, vecchio tizio che sceglie la notizia più interessante tra quelle che gli hanno girato i collaboratori oppure se la scrive da solo, in una sola parola: il redattore.
In conclusione il seo è una figura assolutamente essenziale in questo periodo storico del web, ma che è fortemente vincolato alla struttura odierna dei motori di ricerca, che però è ormai decisamente pronta per un balzo in avanti (tutte le interfacce sono pronte per un balzo in avanti, si vedano gli schermi sempre più touch ed il fermento attorno al -semantico e il cloud computing).
Sicuramente la professione SEO si evolverà di pari passo con i motori, ma io scommetto diventerà così simile ad un redattore da non vederne la differenza.
ok
ho appena scoperto il tuo blog
e voglio fare subito un commento sul sottotitolo:
“lavoriamo su internet non esiste nulla di grave”
senti ragazzino, forse tu ti sei dimenticato che più volte io ho dovuto dichiarare guerra a numerosi stati stranieri (non senza prima aver fatto la dovuta richiesta alla sala lavori) e che quando cade un sito è una tragedia e tutti si girano verso di noi e ci dicono “il sito è caduto, perchè?” poi si buttano a terra e rotolano finchè noi non abbiamo rimesso in piedi il sito.
pensa che una volta non si vedeva Google (tipo per una manciata di secondi non si vedeva) e ci hanno subito interpellato chioedendoci “perchè non si vede Google?”
noi siamo state contente perchè ci trattano come se fossimo una via di mezzo tra Yahoo Answers e l’oracolo della Sibilla, però capisci che alla lunga tutto questo ci porterà alla pazzia.
quindi pensi che sia ancora vero che non esista nulla di grave?
con immutato affetto
s
2 cose
1. non avevo capito che il sottotitolo di questo blog cambia una volta all’ora. a questo punto il mio commento precedente non ha senso dato che hai tolto quella frase. La puoi rimettere,quella frase? non mi va di fare la parte di quella che dice cose senso.
2. tioppò sono avanti!
La mia iconcina appare magicamente con il mio nome anche se qui non siamo su Splinder, ma ti rendi conto quanto sono avanti?
te non ti rendi conto
s
Il sottotitolo non cambia ogni ora, ma ogni volta che carichi, la frase è sempre lì e la ribadisco:
Su internet non esiste nulla di grave!
sono i drammi il problema capisci?
piccoli problemi, grandi drammi.
la forza che scorre nei gravatar è grande.