Finalmente ci siamo.
L’idea descritta in questi due post:
è diventata un’estensione per wordpress.
La pagina che la descrive e permette lo scaricamento si chiama: bSEM – Un grassetto per domarli tutti.
L’idea è esaurientemente spiegata nei due post e nella pagina dedicata, quindi non la riassumerò nuovamente.
Vorrei però ribadire qualche punto saliente e l’importanza dell’estensione.
Il nostro modo di vivere il testo scritto è cambiato profondamente.
Mentre la pagina stampata era un media fisso, immutabile nel tempo fruire i contenuti scritti sul web (e sui computer in generale) ci permette di cambiare l’aspetto del testo al cambiare delle nostre esigenze.
Le nostre necessità cambiano tra il momento in cui apriamo la pagina ed il momento in cui effettivamente incameriamo le informazioni
Quindi è giusto che anche la pagina, per aiutarci, cambi con noi.
L’estensione si occupa di rendere coerente l’uso del grassetto con il tipo di lettura che stiamo facendo.
Ho scritto anche troppo.
L’estensione è attiva su questo blog.
L’estensione è scaricabile a questo indirizzo: bsem.lghinelli.it
L’estensione è per wordpress, ma è integrabile con qualsiasi pagina, basta includere il js, i css e seguire le regole.
Per il momento in attesa che wordpress accetti di ospitare l’estensione nella directory dei plugin per segnalare i bug e proporre modifiche avete a disposizione:
- i commenti di questo post
- email: info@lghinelli.it
- wave: lghinelli@googlewave.com
Posso sognare di implementare una feature?
In un mondo bello, bello in modo assurdo (cit.) l’estensione assegnerebbe i bSEM alle parole/frasi più significative in base alla provenienza dell’utente offrendo non solo una lettura più facile, ma anche personalizzata.
Ok, ho esagerato, ma io nel web semantico ci spero molto.
lghinella, io non ho avuto tempo di leggere tutto quello che hai scritto, ma come grassettatrice professionista mi sento chiamata in causa.
sono appigli visivi, importanti, è vero, ne sono convinta, è il mio pane quotidiano.
Ma non bastano i grassetti per dare più appealing ad un testo.
Se poi i grassetti scompaiono, appaiono è solo un casino per me (per me dico, eh)
e se penso che i grassetti un giorno li genera il testo in base ai miei gusti o ai miei interessi, beh è questo è contro la morale, l’etica, l’oggettività. cristo santo è incestuoso.
sarà il web (s)content che deciderà quali sono gli appigli, non i gusti del lettore. sennò cadiamo nella solita trappola di sistemi auto-generanti (confusione) (e spesso coincidenti con una perdità di moralità collettiva come nell’esempio magari un po’ fuori luogo ma pregnante -non c’è tv di qualità perchè è la gente che non la vuole e noi diamo alla gente ciò che vuole- e così via)
In sintesi io contraddico il tuo assioma di fondo:
“il tempo come variabile da tenere in considerazione per aiutare la lettura di una pagina.”
io se dedico 5 minuti a leggere una pagina puoi stare sicuro, ma proprio sicuro, che grassetti o non grassetti io leggerò tutto.
ma più probabilmente io su una pagina ci sto 1 minuto e lì non ho tempo di vedere se i grassetti cambiano.
mi vuoi ancora bene?
io sì
s
@deasimo tu dici:”ma più probabilmente io su una pagina ci sto 1 minuto e lì non ho tempo di vedere se i grassetti cambiano.”
ma è proprio qui il punto, se l’utente sta sulla pagina 1 minuto quella brutta persona del SEM ti dirà che hai sbagliato a mettere i grassetti e l’incipit dell’articolo, non sei riuscita a catturare l’utente e lui se nè andato e che quindi devi ascoltarlo e mettere i grassetti come lui ti ha sempre detto, ma che a te non piacciono perchè non aiutano la lettura approfondita.
Se invece l’utente sta sulla pagina 5 minuti dopo 1 minuto non avrà più bisogno dei grassetti del SEM che *non* scompariranno, ma si attenueranno dando più visibilità agli altri
Ti voglio bene solo se leggi tutti gli altri post e torni qui a fare una critica più informata!
ok, adesso ho letto tutto. non mi sbambocciare.
ciò che comunque penso è che
non basteranno 4 grassetti sfigati (sfigati perchè destinati alla sparizione) a tenere l’utente attaccato alla pagina.
ci vuole di più
ci vuole un contenuto interessante
scritto in maniera simpatica
leggera
che mentre lo leggi non ti sembra di perdere tempo
ciò dipende molto dai contenuti che ci si propone di veicolare
ma non sottovalutare la componente umana del web (s)content.
ti piace web (s)content?
mi rappresenta molto
s
@deasimo tu hai ragione, ci vogliono dei professionisti che scrivono (cfr. Non prendetemi SEOriamente), ma i professionisti hanno bisogno di una cassetta degli attrezzi adeguata, ecco questo è un cacciavite.
Forse è un piccolissimo passo per smettere di usare lo schermo come una metafora del foglio di carta e della scrivania per iniziare ad usarlo con le sue vere potenzialità.
non mi hai convinto del tutto, anche se vedo i meriti di questa ricerca, se vuoi.
in effetti, ripeto, non vedo effettivi riscontri pratici.
però su quella cosa dei sistemi autogeneranti mi devi dare ragione, dai.
con immutato affetto
s
@deasimo sull’autogenerante ti dedicherò un intero post